100 anni di Bauhaus

25.07.2019 - 10:28 | Elisabeth Reisp

Quest’anno cade il centenario della fondazione del Bauhaus. Dal leggendario istituto d’istruzione artistica si è anche sviluppato l’omonimo stile di costruzione che ha rivoluzionato l’architettura. Per la Fondazione Villaggio Pestalozzi per bambini, questo anniversario è un buon motivo per festeggiare: il Villaggio per bambini fu infatti progettato da Hans Fischli, famoso architetto del Bauhaus.

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Con il suo stile architettonico, Fischli ha impresso la sua impronta al Villaggio per bambini.

«Amo le mie fresche case dell’Appenzello perché recano la mia firma.» L’architetto Hans Fischli con questa frase esprime in modo completo il suo grande impegno per il Villaggio per bambini, il suo amore per l’architettura e anche nei confronti dei giovani. Inoltre, non si può non notare quanto andasse fiero del suo progetto architettonico sulla collina che domina Trogen. Questa affermazione di Fischli stupisce ancora di più se si è a conoscenza del fatto che le case appenzellesi del Villaggio per bambini sono la sua opera più atipica. Hans Fischli fu infatti un grande architetto dello stile Bauhaus, la moderna corrente architettonica che vide la luce negli anni Venti e sconcertò la popolazione con il suo stile avanguardistico. Una caratteristica tipica di questo stile architettonico, che quest’anno compie un secolo, sono i tetti piatti, le forme tipiche del Cubismo e le ampie vetrate delle facciate. Gli architetti del Bauhaus davano grande peso alla razionalità e funzionalità dei loro edifici. In origine, anche il Villaggio Pestalozzi per bambini doveva essere costruito in base a questi presupposti: il primo progetto prevedeva edifici a un piano con il tetto piatto.

Ma fu lo stesso Fischli a prendere le distanze dal progetto di un Villaggio per bambini composto di edifici in stile cubista. Egli arrivò alla conclusione che una patria fatta per i bambini doveva avere l’aspetto accogliente che ci si aspetta in questo caso: una casa comoda, protettiva, calda, capace di offrire ai bambini la sicurezza che dà l’abbraccio di un genitore. Così, egli abbandonò gli originari progetti moderni e decise di confezionare la funzionalità dello stile Bauhaus in una forma adatta all’ambiente dell’Appenzello.

Più di un alloggio

Nel suo lavoro per il Villaggio per bambini, Fischli mise al centro il bambino. Sulle colline del Vorderland appenzellese, gli orfani di guerra dovevano trovare non soltanto la loro casa ma anche il loro paradiso di pace. Fischli progettò con attenzione, come se avesse già davanti agli occhi ogni singolo bambino. I futuri abitanti del Villaggio dovevano trovare non soltanto un rifugio; si doveva dare a ciascuno di loro la sua «dimora». La dimora era costituita da letto, sedia, tavolo e un armadio. Fischli, il quale oltre che architetto era anche di designer e artista, non esitò a progettare personalmente questi mobili. Nel farlo non procedette a caso, ma progettò i mobili a norma seguendo anche qui un progetto più ampio: lo schema a norma di 90 × 90 centimetri divenne il principio di riferimento per la realizzazione degli edifici dei bambini.

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Gli edifici furono costruiti con l’aiuto di numerosi volontari.

Niente fu lasciato al caso

Nemmeno le abitazioni dei bambini furono disposte a caso sulla collina sopra Trogen, tutt’altro. Fischli analizzò meticolosamente la topografia, l’incidenza dei raggi solari e la direzione dei venti. Ebbe anche la prudenza di tener conto degli edifici già esistenti: la Haus Grund, la Nagelhaus e la Haus Büel. La Haus Grund, dove da sempre lavora l’amministrazione del Villaggio per bambini, fu scelta da Fischli come centro del Villaggio. Tutt’intorno sono disposti gli edifici dei bambini, tutti con stanze luminose. Il soggiorno e le camere da letto si trovano sul lato soleggiato, quindi verso sud.

La sensibilità dimostrata nel progettare il Villaggio per bambini, ma anche la grandezza che dimostrò adattando il proprio stile ai bambini e all’ambiente circostante, rivelano chiaramente quanto fosse per lui una gioia far parte della storia del Villaggio per bambini. Anche nel suo «Rapport» si trovano spesso affermazioni che lo dimostrano. Ma fu proprio questo suo dichiararsi a favore della regione e dell’architettura appenzellese a impedire in un momento successivo che Fischli fosse ammesso al rinomato congresso di architettura CIAM. Non di rado i colleghi contemporanei di Fischli avevano considerato con una certa sufficienza le sue piccole casette di legno.

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