«Tutto quello che so, l’ho imparato qui»

04.10.2019 - 09:22 | Christian Possa

Quando è arrivata alla scuola di progetto di Children’s Book Project (CBP), l’organizzazione partner locale di Fondazione Villaggio Pestalozzi per bambini, Hajra dalla tanzaniana Chalinze era come un diamante grezzo: aveva un enorme potenziale nascosto e per liberare tutta la sua energia, aveva solo bisogno del giusto sostegno.

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Vuole fare la maestra per ispirare i bambini: Hajra, 13 anni

Mentre Hajra fa scorrere con il pollice e l’indice il righello azzurro sulla carta da disegno, il suo polso si alza formando un piccolo arco; la matita appuntita traccia sulla carta bianca delle linee diritte. Tiene il viso vicino al foglio, seguendo ogni movimento. Ogni tanto si appoggia indietro sulla sedia, per osservare da una certa distanza la sua opera per un breve istante. Poi, continua concentrata a lavorare. Compaiono tratti brevi e lunghi che, nell’insieme, danno vita a oggetti della vita quotidiana di una giovane tanzaniana. 

La vocazione ad imparare

La tredicenne cresce con i genitori e quattro fratelli poco lontano dalla scuola primaria di Mbala a Chalinze. Questa piccola località sorge sulla principale arteria di traffico, che da Daressalam andando verso ovest porta alla capitale Dodoma. Da cinque anni la scuola primaria partecipa al progetto «Testi scolastici di qualità elevata per i bambini nella loro madrelingua swahili». Hajra frequenta la settima classe e ha portato a termine qui tutto il suo percorso formativo. «Tutto quello che so, l’ho imparato qui», dichiara fiera. Ma il buon profitto scolastico dipende anche dalla sua indole: Hajra è avida di sapere e nelle pause la si può spesso incontrare nella biblioteca. Fin da piccola si sentiva ispirata da quelli che andavano a scuola; sentiva di dover andare a scuola. «Ma non volevo andarci per routine, volevo essere tra i migliori.»

«Non volevo andare a scuola per routine, volevo essere tra i migliori. »

Hajra – studentesca
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Pendo Nyambo, insegnante di inglese: «Quando vedo come Hajra si sta sviluppando sono tanto felice e mi sento bene.»

All’insegnante d’inglese Pendo Nyambo non è sfuggita la sua sete di sapere; ha deciso così di prendersi cura della bambina, che appartiene a una famiglia molto povera. «Andavo spesso con lei in biblioteca », ricorda. Da allora sono passati più di tre anni e durante questo tempo Hajra ha fatto molti progressi. «Ha migliorato la sua autostima, sa gestire bene il suo tempo ed è molto matura», racconta entusiasta l’insegnante di fiducia. 

Testimone dei cambiamenti

Pendo Nyambo ha anche avvicinato Hajra al club dei diritti dell’infanzia nella scuola del progetto. Nel frattempo la ragazzina dirige il club, grazie ai voti dei suoi compagni di scuola e, non da ultimo, al rapporto sincero che ha con loro. Hajra ha cominciato presto a occuparsi di parità di diritti. Nei testi descrive quello che osserva all’interno della sua comunità. Per esempio, che molte bambine non possono andare a scuola e devono lavorare in casa; inoltre, che molte vengono fatte sposare molto presto.

Il progetto finanziato dalla Fondazione Villaggio Pestalozzi per bambini con testi scolastici nella lingua locale ha avvicinato alla lettura e alla scrittura diverse decine di migliaia di bambini. Nel contempo, nell’ambito di workshop, più di mille insegnanti hanno approfondito le loro conoscenze sui metodi d’insegnamento partecipativi incentrati sul bambino, sui diritti e la tutela dell’infanzia. Hajra osserva che nella sua scuola primaria di Chalinze la situazione è migliorata e c’è più consapevolezza. Ciò è dovuto anche a diverse forme organizzative che consentono ai bambini di confrontarsi e impegnarsi. «Con il club dei diritti dell’infanzia, abbiamo la possibilità di richiamare l’attenzione dei genitori sull’importanza della formazione.»

«Con il club dei diritti dell’infanzia abbiamo la possibilità di richiamare l’attenzione dei genitori sull’importanza della formazione.»

Hajra – studentesca
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Gesundes Wohnumfeld aus der Perspektive einer 13-Jährigen: Zeichnung von Hajra

Inspiration im Schulalltag

Die grösste Veränderung bei sich selber ortet die Siebtklässlerin bei ihrer Fähigkeit, zu lesen und zu schreiben. Sie habe aber auch gelernt, Gleichaltrige zu unterrichten, mit ihnen zu kommunizieren oder etwas mit ihnen zu teilen. An einem Lesewettbewerb zwischen mehreren Projektschulen fuhr Hajra gleich in drei Kategorien Siege ein. Dies habe sich sehr gut angefühlt, sei aber primär ein Stolz für die Schule. «Wenn ich gewinne, dann gewinne ich für die Schule.» Hajra schätzt das Lernumfeld an der Mbala Primarschule und sie mag ihre Lehrerinnen und Lehrer. «Sie sind gut und kümmern sich um die Klasse.» Für die 13-Jährige ist klar, dass sie selber einmal Lehrerin werden will. Warum? Weil sie die Lehrkräfte hier inspirierten und sie sicherstellten, dass Kinder verstehen und lernen. «Das möchte ich auch machen.»

Ihre Zeichnung – zwei rot-gelbe Häuser mit blauem Dach – umrahmt Hajra mit kräftigen Linien. Zwischen Rahmen und Rand schreibt sie in Grossbuchstaben ihren Namen, denjenigen der Schule sowie den Titel «Haus mit einer guten Umwelt». Dem Bild, mit dem Hajra am Schulwettbewerb die Jury überzeugte, verlieh sie einen Titel, der die Intensionen des Projektes nicht schöner hätte zusammenfassen können: «Shule Inayomjali Mtoto – Schule, die sich um das Kind kümmert».

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