Lasciati soli dalla società

14.02.2020 - 12:56 | Christian Possa

Nolvia Zelaya è psicologa nel progetto «Ritorno, imparo e resto» nella capitale industriale dell’Honduras, San Pedro Sula. Nell’intervista parla del suo lavoro con i bambini che hanno alle spalle un tentativo di migrazione e spiega perché i genitori hanno spesso più bisogno di sostegno psicologico dei loro figli.

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Aiuta i bambini tornati indietro a reinserirsi a scuola: Nolvia Zelaya, psicologa del progetto

Che esigenze hanno i bambini del progetto?
I maggiori problemi sono di natura emotiva. Molti hanno i genitori separati: una persona è qui, l’altra vive in un altro paese. Questo fatto fa nascere in molti bambini l’idea che qui si stia male e altrove bene. La maggior parte di loro fa fatica ad affrontare i problemi qui sul posto. Così non riescono a scoprire ciò di cui hanno veramente bisogno e come possono risolvere i problemi, ma se ne vanno semplicemente.

Manca loro la capacità di affrontare la vita. Che ruolo hanno i traumi riportati durante la migrazione?
L’instabilità emotiva che accompagna molti bambini rispecchia la tensione in cui vivono. Molti genitori scaricano sui figli i loro problemi, perché non sanno come gestirli in altro modo. Per superare veramente questo stato di cose, nel progetto abbiamo bisogno soprattutto nel sostegno delle famiglie, per arrivare a un chiarimento.

Come conquisti la fiducia dei genitori?
È importante conoscere le loro esigenze. Quasi sempre non c’è neanche bisogno di parlare due volte con loro. I genitori vogliono collaborare con i loro figli, ma non sanno come. Il tuo lavoro richiede molto tempo e c’è una grande richiesta.

Di che cosa c’è bisogno affinché il progetto possa avere successo?
Come psicologa posso fornire ai bambini strumenti con i quali affrontare la vita. Una necessità molto più impellente è formare la consapevolezza degli adulti. Molti adulti si sentono lasciati soli dalla società e proiettano inconsapevolmente sui figli quest’idea. Così facendo, tolgono loro la possibilità di crescere sani. Per questo la cosa più importante per me è concentrarsi sulla formazione degli adulti.

«I bambini hanno un atteggiamento molto aperto nei confronti del nostro lavoro e sono molto riconoscenti dell’aiuto che ricevono da noi.»

Nolvia Zelaya – psicologa del progetto
Che cosa ti incoraggia nel tuo lavoro?
Mi colpisce soprattutto il lavoro con i bambini. Molti hanno ben poca autostima, ma se si dedica loro del tempo e si mostra loro come possono vedere se stessi, si aiutano loro ad aprire gli occhi. L’amore infinito che i bambini hanno per le loro famiglie, tutto quello che escogitano per dare un sostegno ai loro genitori, mi ha molto commosso. I bambini hanno un atteggiamento molto aperto nei confronti del nostro lavoro e sono molto riconoscenti dell’aiuto che ricevono da noi.

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