L’insegnamento frontale è sorpassato

14.02.2020 - 08:54 | Christian Possa

Nella circoscrizione amministrativa di Quiché, la Fondazione Villaggio Pestalozzi per bambini si impegna da cinque anni per l’attuazione di metodi didattici incentrati sul bambino e l’insegnamento bilingue. Domingo Sambrano Gomez nella seguente intervista racconta come ciò cambia l’ambiente educativo e influisce sui bambini.

L’insegnante di scuola primaria lavora da dieci anni presso la Escuela Oficial Rural Mixta a San Felipe Chenlá. Insegna nella seconda classe le materie ambiente, scienze sociali e naturali, comunicazione e lingue (ixil e spagnolo), matematica, disegno, musica ed educazione civica.
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Applica l’insegnamento interattivo: Domingo Sambrano Gomez con i suoi alunni

Signor Gomez, quali cambiamenti nota nei Suoi scolari da quando è iniziato il progetto, cinque anni fa?

Imparano di gran lunga di più se l’insegnamento è in chiave ludica. Ho anche la sensazione che siano molto più attivi. Prima che partisse il progetto, i nostri metodi di insegnamento erano molto tradizionali: lezioni frontali, nessun materiale aggiuntivo, rigorosamente secondo il programma didattico nazionale. L’insegnamento non era attivo come oggi. Il progetto ci ha dato una mano e aiutato a creare nuovo materiale. Per il mio lavoro di insegnante mi sono serviti soprattutto i workshop.

Che cosa ha imparato?

Abbiamo appreso strategie da applicare nelle diverse materie. Inoltre, ora disponiamo di un manuale che ci aiuta ad applicare il metodo giusto al momento giusto. Per esempio, abbiamo un poster per il controllo delle presenze, dove i bambini annotano da soli quando sono arrivati o se sono in ritardo. Su un altro poster abbiamo scritto i valori che ci accomunano. Un bambino a turno si assume la responsabilità che questi vengano rispettati in classe. Un’altra impostazione è leggere insieme dei testi o iniziare ogni attività in modo ludico. Alla fine della giornata, ci mettiamo quasi sempre in cerchio e i bambini riassumono quello che hanno fatto oggi. Così vedo subito che cosa hanno imparato e se l’hanno effettivamente capito.

Il bilinguismo e la cultura locale sono due punti importanti del programma didattico adattato. Vengono messi in pratica?

Il programma didattico prevede già da tempo di integrare maggiormente nelle lezioni la realtà e la cultura dei bambini. La novità è che disponiamo di strategie concrete per una coerente attuazione di questo proposito.

Come reagiscono i bambini ai nuovi metodi didattici?

Apprendono in modo molto più autonomo. Se per esempio c’è da fare un lavoro di gruppo, decidono loro insieme a chi farlo, non viene loro imposto come prima. Chi insegna dalla quarta alla sesta classe, conferma che si notano grandi differenze nei bambini che nei primi tre anni hanno beneficiato dei nuovi metodi d’insegnamento.

Che ruolo hanno i genitori dei bambini in questo processo?

Incontriamo i genitori ogni mese. Inoltre, anche il partner di progetto Appedibimi, con il cui team collaboriamo strettamente fin dall’inizio, organizza regolarmente workshop. Qui si parla con i genitori del comportamento dei bambini nella vita scolastica, o di come sostenerli meglio a casa.

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