Contesto locale come elemento chiave

Inizio progetto in Guatemala 09.07.2019 - 11:28 | Christian Possa

Solo una piccola parte dei bambini del dipartimento di Chiquimula dopo aver frequentato la scuola primaria possiede sufficienti competenze di lettura, scrittura e aritmetica. Una visita alla Escuela Unitaria a Caserío el Limar mostra quali sono le cause e come la Fondazione Villaggio Pestalozzi per bambini può contrastarle.

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Otto Rene Nufio Gonzalez legge un testo insieme alla sua classe.

Per Otto Rene Nufio Gonzalez la sveglia suona alle quattro e mezza del mattino. Il venticinquenne è insegnante e direttore di una piccola scuola primaria nel grande comune di Jocotán. Poiché abita fuori dal centro principale, ogni giorno fa tre quarti d’ora di strada per raggiungere il punto di raccolta degli insegnanti. Qui, fino a 15 persone montano sulla superficie del carico di un pickup e, stipati e in piedi, raggiungono i loro posti di lavoro. Per raggiungere i suoi scolari e scolare, Otto Rene Nufio Gonzalez deve percorrere 22 km di strade sterrate, innumerevoli tornanti e buche.

Cambiare forme di insegnamento radicate

Leonel Meono conosce la situazione degli insegnanti nelle regioni isolate di Chiquimula. È coordinatore dell’organizzazione partner Fe y Alegría e con il suo team si occupa delle 24 scuole del progetto. Per la collaborazione e le esercitazioni è molto importante sapere esattamente che cosa sta a cuore agli insegnanti. «Bisogna conoscere il contesto e rispondere veramente ai bisogni degli insegnanti.» Le esercitazioni rappresentano agli occhi di Leonel Meono un cambiamento nel sistema di formazione del Guatemala: l’insegnamento frontale tradizionale viene abbandonato.

Otto Rene Nufio Gonzalez insegna a una classe mista composta di alunni di quarta, quinta e sesta. Nella spaziosa aula siedono 22 bambini e adolescenti. Oggi è in visita Carlos, assistente pedagogico di Fe y Alegría. Otto ha imparato già molto da lui, sia nell’ambito di esercitazioni specifiche su strategie di lettura, sia attraverso feedback diretti del coaching.

Adattare i programmi didattici alla cultura locale

«Desidero imparare ancora più tecniche e strategie per aiutare i bambini a diventare più sicuri di sé e a esprimersi meglio.» L’adattamento dei programmi didattici locali è un importante strumento per inserire nelle lezioni quotidiane il contesto culturale dei Maya Chortí. Un esempio: se i bambini imparano la numerazione maya contando con fagioli o chicchi di granoturco, fanno qualcosa che conoscono e quindi apprendono più facilmente.

«Vorrei aiutare i bambini a essere più sicuri di sé.»

Otto Rene Nufio Gonzalez – insegnante

Dalla sua prospettiva di direttore, per il venticinquenne è stata una sfida soprattutto la più stretta collaborazione con i genitori. Ma insieme al progetto è cresciuta anche la consapevolezza di quanto è importante coinvolgere i genitori per lo sviluppo scolastico dei bambini. I progressi sono stati ben presto visibili. «Il primo passo è stato avvicinarsi ai genitori e scoprire perché, per esempio, alcuni bambini non vengono a scuola», spiega Leonel Meono. Poi è importante offrire sostegni e cercare il dialogo personale. «L’idea è creare consapevolezza e offrire ai genitori strategie perché possano incoraggiare i loro bambini a restare o a tornare a scuola.»

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