Imparare gli uni dagli altri per svilupparsi meglio

02.03.2020 - 13:55 | Sereina Meienhofer

Nel dipartimento di Yoro in Honduras la Fondazione Villaggio Pestalozzi per bambini si impegna affinché questi possano partecipare di più alle lezioni. L’insegnante Carolina Chávez osserva nella sua scuola dei cambiamenti significativi.

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Partecipazione significa dare spazio ai desideri dei bambini e sfruttare durante le lezioni la loro creatività e ricchezza di idee.

La scuola John F. Kennedy nel comune di Santa Rita si trova in una delle aree più conflittuali dell’Honduras. La zona violenta influisce non solo sul modo in cui i bambini gestiscono i conflitti, ma anche sulla qualità del loro profitto scolastico. Dal 2014 è in corso il progetto «Noi siamo la voce», che ha lo scopo di accrescere la partecipazione alle lezioni da parte dei bambini delle elementari.

Quando Carolina Chávez pensa al passato, ricorda la scarsa partecipazione dei bambini alle lezioni. Erano soprattutto gli adulti a influire sull’insegnamento. La direzione della scuola si limitava a parlare delle loro proposte con gli insegnanti, che a loro volta decidevano a quali attività dovevano partecipare gli scolari. «A scuola l’opinione dei bambini era ascoltata pochissimo.» Grazie al progetto, la scuola sta vivendo un cambiamento culturale. Oltre a orientare il programma didattico secondo un approccio basato sui diritti dell’infanzia, si è lavorato anche intensamente con gli insegnanti. Questi hanno frequentato delle esercitazioni e ricevuto sostegno specialistico, conoscendo metodi che consentono una maggiore partecipazione alle lezioni.

Un atteggiamento aperto dà coraggio

Carolina Chávez mette direttamente in pratica nelle lezioni e nella convivenza scolastica quello che ha imparato. È stata introdotta una nuova cultura del saluto mattutino; inoltre, ora gli scolari possono utilizzare mezzi audiovisivi durante le lezioni ed elaborare contenuti anche con giochi didattici. Nelle giornate della solidarietà i bambini possono andare a trovare a casa i loro compagni di scuola malati o con difficoltà familiari. Il nuovo atteggiamento aperto degli insegnanti aiuta i bambini a superare la paura di esprimersi. L’insegnante è convinta che questo cambiamento sia necessario e che si debba anche mettere in discussione la cultura del suo paese in generale. Infatti, molte pratiche culturali si ritrovano nel sistema scolastico e impediscono ai bambini di condividere le loro idee e prendere decisioni importanti. Carolina Chávez è impressionata dal potenziale dei bambini portato in superficie grazie al progetto. Ha imparato che i suoi scolari possono svilupparsi, se lei stessa è aperta a nuove idee. «Bisogna incoraggiare i bambini e dare il buon esempio applicando i principi di giustizia, fiducia e tolleranza», afferma. I bambini hanno già una sensibilità per queste cose. «Ciò di cui hanno bisogno è l’opportunità di sperimentare e riflettere.»

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