Imparare la pace nel progetto tematico

25.07.2018 - 13:02 | Tashi Shitsetsang

Secondo la Rete di consulenza per le vittime del razzismo, l’anno scorso sono stati segnalati in Svizzera 301 casi di razzismo, la maggior parte dei quali verificatisi nel posto di lavoro e a scuola. Nell’ambito del progetto tematico della Fondazione Villaggio Pestalozzi per bambini, gli scolari imparano strategie per evitare queste discriminazioni e accrescere la tolleranza e la comprensione reciproca.

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Nel progetto tematico, gli scolari imparano a conoscere meglio se stessi e l’ambiente che li circonda.
Secondo la Rete di consulenza, nel 2017 sono stati segnalati 42 casi di razzismo nelle classi scolastiche. Questo numero dimostra fino a che punto la discriminazione e l’emarginazione sono presenti nelle classi svizzere. Molti insegnanti affrontano questa tematica, ma spesso mancano opportunità e risorse per approfondirla durante le lezioni. Per questo, nei nostri progetti tematici, bambini e adolescenti riflettono in modo approfondito sulla discriminazione, il razzismo e i pregiudizi.

Un tempo breve ma intenso

I progetti tematici hanno luogo al Villaggio Pestalozzi per bambini a Trogen oppure sul posto, presso le scuole partecipanti, e sono diretti da pedagogisti della Fondazione. Partecipano ai progetti classi di scuole primarie e secondarie, istituti professionali e licei. I progetti possono durare fino a cinque giorni: un tempo apparentemente breve, ma intenso. Lo conferma Monika Bont, responsabile progetti: «Nei nostri progetti, i temi sono trattati in modo molto approfondito.» Nel giro di pochi giorni, le scolaresche affrontano sfide sociali che si riscontrano anche nelle classi scolastiche: razzismo, mobbing e pregiudizi, per citarne solo alcune. Bambini e adolescenti imparano in chiave ludica ad applicare il coraggio civile e a risolvere i conflitti senza ricorrere alla violenza.

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Le esercitazioni pedagogiche aiutano i bambini ad abbattere i pregiudizi.

Diversi metodi

Nel corso di varie esercitazioni, si dedicano anche a temi quali l’identità, i valori e i diritti del fanciullo. Gli scolari riflettono sul proprio atteggiamento e acquistano consapevolezza sulla propria opinione. Nei giochi di ruolo, si calano in diverse situazioni. Julian, otto anni, di Abtwil, ha partecipato insieme alla classe a un progetto tematico, sperimentando in prima persona il mobbing. «Mi sono sentito a disagio e trattato ingiustamente. Nessuno dovrebbe essere emarginato, tutti vanno trattati allo stesso modo», conclude l’alunno della scuola primaria.

Non è mai troppo presto per imparare

Secondo la Rete di consulenza per le vittime del razzismo, più della metà delle vittime ha dai 26 ai 65 anni. Per impedire la discriminazione in età adulta, è fondamentale sensibilizzare le persone fin dalla più giovane età. Per questo nei nostri progetti coinvolgiamo consapevolmente bambini e adolescenti.

Ai pensieri seguono le azioni

Al termine di ogni esercitazione, segue una discussione di gruppo. Bambini e adolescenti hanno l’opportunità di dire quello che provano e ascoltare nel contempo l’opinione dei compagni. Ciò spinge queste persone ancora giovani a rifl ettere; molti di loro, anche dopo il progetto, cercano di correggere il proprio comportamento. Lo ha notato anche Antonia Truniger, insegnante di scuola superiore di San Gallo: «Da quando le nostre classi sono state al Villaggio Pestalozzi per bambini, durante la pausa i litigi sono diminuiti notevolmente.»

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