Nuove classi scolastiche per i bambini etiopi

25.07.2019 - 10:03 | Veronica Gmünder

Tutti i bambini devono poter frequentare la scuola: è questo l’obiettivo della Fondazione Villaggio Pestalozzi per bambini. Se però non ci sono abbastanza classi, bisogna innanzitutto investire nell’infrastruttura. Come in Etiopia, dove recentemente la Fondazione ha potuto inaugurare nuove classi scolastiche. Un architetto dei Grigioni ha assistito nei lavori di costruzione l’organizzazione partner della Fondazione.

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La calma prima della tempesta: nelle nuove classi avranno presto posto 80 bambini.

L’Etiopia, nota per le sue diverse zone motivazione principale. di vegetazione, a sud-ovest stupisce per i suoi paesaggi verdi e collinosi. Bambini che fanno parte di un progetto della Fondazione Villaggio Pestalozzi per bambini vanno a scuola in questa regione. Oggi per loro è una giornata speciale: vengono inaugurate due nuove classi.

L’inaugurazione è una gran festa per tutta la comunità del villaggio. Molti genitori sono venuti qui per assistere alla cerimonia. Si sono trovati qui anche rappresentanti del consiglio scolastico distrettuale e del dipartimento dell’educazione della South Omo Zone. Lucia Winkler, Direttrice programmi Africa dell’est della Fondazione Villaggio Pestalozzi per bambini, è fiera dei risultati raggiunti. Nel suo discorso di apertura, invita gli insegnanti ad aver cura dei nuovi locali perché in futuro molti bambini possano farne uso. Ringrazia anche i genitori, poiché sostengono e incoraggiano i bambini a venire a scuola. Questo purtroppo non è un fatto scontato: durante il loro percorso formativo, a molti bambini manca il sostegno dei genitori.

Tra i bambini che frequentano la scuola qui c’è Aster. Le sue materie preferite sono inglese e l’amarico, la lingua ufficiale dell’Etiopia. La tredicenne racconta che il suo sogno è fare l’insegnante quando sarà grande: «Mi piace aiutare i miei fratelli a fare i compiti.» Più tardi, durante le lezioni di Aster, si tratta la biodiversità. L’insegnante spiega che cos’è la biodiversità, facendo partecipare anche la classe: «A che cosa serve l’acqua?» Molti adolescenti intervengono. «Per bere», risponde una ragazzina. «Per lavarsi» dice un altro. Seguono altre risposte e l’insegnante annuisce soddisfatto. Egli aggiunge che più del 70 per cento del mondo è coperto di acqua. Gli adolescenti annotano diligentemente nei loro quaderni le spiegazioni che il maestro ha scritto alla lavagna.

L’architetto Daniel Schwitter osserva soddisfatto l’andirivieni. Ha assistito i lavori di costruzione ed è felice del risultato finale: «Ho fatto in modo che le stanze siano adatte ai bambini, che ci sia abbastanza luce e che i bambini siano anche protetti dalla pioggia.»

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Durante le lezioni di Aster si parla di biodiversità.

Daniel Schwitter ha assistito la costruzione dei quattro edifici scolastici nelle vicinanze di Jinka su incarico della Fondazione Villaggio Pestalozzi per bambini. L’architetto svizzero ha molta esperienza nella costruzione di edifici scolastici. Nell’intervista della pagina seguente si trovano maggiori informazioni sul suo lavoro.

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