Premio UNESCO

Ex studentessa “emPower” vince un premio 23.11.16 | Manuela Flattich

La guatemalteca Raisa Nineth Palala Martínez ha completato nel 2014 il corso di formazione “emPower” presso il Villaggio Pestalozzi per bambini. La pedagoga ha vinto ora il primo premio per “Modelli formativi esemplari per la pace”. Il premio è stato assegnato per la prima volta dalla Commissione dell’UNESCO in Guatemala e dal Ministero dell’Istruzione guatemalteco.

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Il 17 novembre 2016, Raisa Nineth Palala Martínez ha ricevuto il primo premio per “Modelli formativi esemplari per la pace”.

Il 17 novembre 2016 presso la sede principale del Ministero dell’Istruzione a Città di Guatemala, Raisa Nineth Palala Martínez ha ricevuto il primo premio per il progetto “Modelli formativi esemplari per la pace”. Tra i 31 progetti pedagogici presentati, provenienti da tutto il paese, è stato scelto il modello formativo dell’ex studentessa “emPower” “Formazione per la pace: soluzioni creative per risolvere i conflitti nell’aula scolastica”.

Identificare le cause invece che risolvere i conflitti

Il suo modello formativo mostra che l’attenzione non deve essere posta sui conflitti, ma sulle loro cause. Raisa ha osservato i contrasti tra gli alunni, determinandone di volta in volta l’origine. Su tale base ha sviluppato delle soluzioni creative per eliminare il motivo del conflitto, invece che influire sul conflitto in sé. In questo modo i conflitti non vengono eliminati, ma risolti. La ventinovenne sollecita i bambini a dialogare e insegna loro a tollerarsi e a mostrare comprensione reciproca.  

Perfezionamento nel Villaggio per bambini

Raisa ha lavorato per diversi anni come insegnante in Guatemala e ha già assistito a numerosi conflitti nelle aule scolastiche. Ha visto alunne e alunni litigare, picchiarsi e insultarsi. “I bambini con disturbi comportamentali e una bassa autostima utilizzano questo tipo di difesa. Credono di poter risolvere così i problemi”, spiega Raisa. Nel 2014 l’insegnante ha inoltre frequentato il percorso di formazione di otto mesi “emPower” della Fondazione Villaggio Pestalozzi per bambini. Durante i corsi ha imparato a distinguere le cause che provocano i conflitti e come questi si possono risolvere. Per la tesi del corso “emPower”, Raisa ha affrontato in modo ancora più approfondito il tema della “risoluzione dei conflitti” e ha analizzato le “sfide dell’insegnamento per una formazione pacifica in Guatemala”.

Presentare alternative ai bambini

Presso la “Escuela Oficial Rural Mixta La Paz”, Raisa ha messo in pratica le conoscenze acquisite durante il corso di formazione “emPower” e la preparazione della tesi presso il Villaggio per bambini nell’insegnamento ai suoi alunni della quinta classe. In questo modo è nato il suo modello formativo. “Il litigio mi offre l’opportunità di mostrare ai bambini come comportarsi e rispondere con moderatezza”.

«Questo premio è un riconoscimento del nostro lavoro e del contributo che diamo per una formazione migliore e una convivenza pacifica.»

Raisa Nineth Palala Martínez – Insegnante della quinta classe presso la “Escuela Oficial Rural Mixta La Paz” a Villa Nueva, Guatemala

Apprezzamento dell’impegno

Il premio è stato creato dalla Commissione guatemalteca per l’UNESCO e dal Ministero dell’Istruzione, con l’obiettivo di premiare i docenti per l’impegno dimostrato negli ambiti dei diritti umani, della storia, della formazione per la pace e dello sviluppo sostenibile all’interno degli istituti formativi. I vincitori sono stati selezionati dalla Commissione guatemalteca per l’UNESCO e dal Ministero dell’Istruzione in base alle raccomandazioni di esperti indipendenti.

Pace come responsabilità

Raisa ha ritirato con gioia e gratitudine il primo premio per il suo impegno: “Questo premio è un riconoscimento del nostro lavoro e del contributo che diamo per una formazione migliore e una convivenza pacifica.” Perché secondo la diplomata “emPower”, l’insegnamento alla pace implica molto di più che prendere dei bei voti. “È mia responsabilità mostrare ai bambini come risolvere i conflitti affinché apprendano a convivere con gli altri. Tale convivenza si basa, a sua volta, sul rispetto dei diritti umani. In questo modo possiamo ridurre sul lungo periodo la violenza in Guatemala.”

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