Uno dei workshop dei nostri reporter mobili da vicino

04.09.2020 - 11:26 | Manuel Walder

Durante il workshop dei reporter mobili di powerup_radio, i ragazzi hanno fatto nuove amicizie e appreso molte cose preziose. Per concludere la giornata, hanno preparato tutti insieme un programma radiofonico che hanno trasmesso subito in diretta.

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Nel Villaggio per bambini non ci sono state molte attività a giugno perché molte cose erano ferme. Ma il workshop con il programma finale in diretta dei reporter mobili è stato fatto ugualmente. I reporter mobili sono dei giovani moderatori di entrambi i sessi che realizzano e preparano i propri interventi da fare in radio.

Ecco perché è fondamentale avere un buon know-how: gli educatori dei programmi radiofonici hanno trasmesso queste conoscenze a otto adolescenti in un incontro intensivo di una giornata. Quattro dei bambini erano appena entrati nel gruppo e ne fanno parte sin da allora con entusiasmo.

Prima che il tutto potesse avere inizio, i ragazzi si sono prima dovuti conoscere meglio tra di loro. Hanno così conversato in una modalità simile a quella dello Speed dating, rompendo in questo modo il ghiaccio. Nella sala del Villaggio per bambini riservata ai seminari, i ragazzi si sono suddivisi nelle postazioni di lavoro che erano state preparate. Nella prima fase, hanno ascoltato gli interventi radiofonici precedenti e riflettuto insieme su quello che avevano ascoltato. Quali erano i punti deboli, cosa si sarebbe potuto migliorare e di cosa si può fare tesoro per i futuri interventi radiofonici? Tutti e tutte le reporter hanno partecipato attivamente alla discussione. Sono anche state chiarite domande concrete: dov’è meglio che sia il microfono e come si parla al microfono? Aspetti che i più navigati hanno potuto mostrare immediatamente.

«Sono molto contento di essere un reporter mobile. Lo consiglio a tutti, si dovrebbe però essere aperti alle novità. »

Neo, 11 anni – Reporter mobile

In un’altra fase, i ragazzi si sono allenati a tagliare correttamente una traccia audio al fine di far scomparire rumori fastidiosi o lapsus linguistici. Un compito per niente facile che, però, i reporter e le reporter sono state in grado di superare senza problemi. Qua e là si sentivano ridere i ragazzi perché il team radiofonico di powerup_radio aveva appositamente fatto confluire dei rumori divertenti nell’esercitazione. L’atmosfera era allegra e non c’era alcuna traccia di nervosismo per il programma in diretta che li attendeva.

Dopo aver pranzato tutti insieme, sono arrivati gli ospiti annunciati per la trasmissione in diretta. Désiréé e Barbara si sono presentate ed hanno presentato il tema della loro intervista, i reporter mobili si sono suddivisi in due gruppi, hanno iniziato a fare delle ricerche e hanno elaborato insieme le domande dell’intervista su due temi diversi. Il primo argomento ruotava interamente intorno all’andare in bicicletta, l’altra intervista intorno allo stile di ballo «Lindy Hop». Dato che i ragazzi erano incredibilmente curiosi, non sono mancate le domande per l’intervento radiofonico successivo.

Non rimaneva però molto tempo per la preparazione della trasmissione in diretta. Ben presto il primo gruppo si è incamminato verso lo studio radiofonico. Hanno cercato tutti un posto con microfono, l’hanno posizionato come era stato spiegato la mattina e hanno ripassato nella loro mente ancora una volta le domande dell’intervista. E così hanno iniziato. La spia luminosa situata dietro a Samantha, moderatrice alla guida della powerup_radio, è diventata rossa: il segno che erano in diretta. Hanno fatto le domande preparate come dei veri professionisti. I reporter mobili sono
rimasti in onda in diretta per circa sette minuti. «Prima della trasmissione ero un po’ nervoso, ma sono molto soddisfatto del risultato», racconta in seguito Neo.

Infine, il gruppo ha riflettuto insieme sulla puntata … per imparare così per altre trasmissioni radiofoniche! I reporter mobili sono stati autocritici, ma nel complesso sono stati molto soddisfatti. Per terminare hanno parlato degli argomenti che affronteranno nei loro interventi radiofonici successivi, che i ragazzi registreranno da soli a casa. Ormai, infatti, hanno le conoscenze e i mezzi per farlo.

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