«La sostenibilità comincia ancora prima del progetto»

15.04.2019 - 10:22 | Christian Possa

Damian Zimmermann, Direttore programma in Svizzera, nell’intervista spiega come la sua sezione riflette continuamente sui cambiamenti sociali, come si cerca di rendere i progetti più sostenibili e come questi influiscono sui bambini e gli adolescenti.

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Damian Zimmermann, Direttore programma in Svizzera

Di quali temi si occupano attualmente i programmi in Svizzera?
Oltre ad analizzare questioni strategiche, osserviamo i mutamenti sociali e li riprendiamo nei nostri progetti: sia sul piano dell’offerta, cercando di monitorare attentamente le esigenze, sia attraverso i metodi. In qualità di attori extrascolastici e non formali, puntiamo su un lavoro sempre incentrato sul bambino, in tutti i nostri progetti.

Può fare un esempio?
Sono progetti come l’European Youth Forum Trogen, la Conferenza nazionale dei bambini e ora anche la Digiweek, nella quale intendiamo concentrarci ancora di più sul bambino e il suo scambio all’interno del gruppo. I progetti sono incentrati sull’io come soggetto in rapporto con il mondo – e ciò dal punto di vista della convivenza pacifica.

Quali importanti conclusioni si possono trarre dall’anno scorso?
Discutiamo spesso sulla sostenibilità dei nostri progetti. Come possiamo riuscire a fornire ai partecipanti gli strumenti necessari affinché, anche dopo il periodo al Villaggio per bambini, mettano in pratica iniziative e condividano le esperienze nel loro ambiente? Da un lato, i gruppi devono decidere già prima del progetto su quali temi concentrarsi; dall’altro, diamo ai partecipanti sul posto il tempo sufficiente per sperimentare le iniziative progettate e per parlarne.

Quali sfide dovranno affrontare i programmi in Svizzera nel 2019?
In futuro intendiamo seguire sempre più un orientamento che permetta a singoli adolescenti di iscriversi ai nostri progetti. Finora la partecipazione è quasi sempre stata organizzata da scuole e organizzazioni partner. Singole iscrizioni sono impegnative perché presuppongono un ulteriore carico amministrativo. Recentemente abbiamo avuto un’idea: un gruppo di bambini in collaborazione con pedagogisti e artisti elabora un punto del programma relativo al nostro tema annuale «30 anni di diritti del fanciullo» e lo presenta alla festa d’estate del Villaggio per bambini.

Quali sono i momenti culminanti dell’anno scorso per la sezione programmi in Svizzera?
Riceviamo molti feedback positivi da parte di bambini e adolescenti, ma anche di accompagnatori adulti. Ci parlano dell’importanza che questo soggiorno ha avuto per loro. Sento spesso affermazioni come questa: «Qui ho vissuto il momento più importante della mia vita.» Per i bambini e gli adolescenti, potersi sviluppare personalmente nell’ambito dei progetti ed esprimere la propria opinione rappresenta un’esperienza molto speciale. Ci sono anche molte risposte specifiche, come: «Ho notato che ho più coraggio. Ho acquistato più sicurezza. Difendo le mie opinioni. I miei compagni mi guardano con occhi diversi.», o anche: «In questo gruppo ho sperimentato molta solidarietà.»

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