Commiato dopo dieci anni: una retrospettiva di Urs Karl Egger

29.01.2018 - 13:52 | Michael Ulmann

Dopo dieci anni di impegno per la Fondazione Villaggio Pestalozzi per bambini, è giunto per me il momento di dare un nuovo orientamento alla mia attività e imboccare una nuova strada. Alla fine di febbraio 2018 lascerò quindi la Fondazione. Ciò mi rallegra e mi rattrista al tempo stesso. Mi rallegra, perché sono emozionato per le novità che mi attendono e so che la Fondazione è sulla buona strada, e mi rattrista, perché sentirò la mancanza di molte persone meravigliose che si impegnano con grande dedizione per il bene della Fondazione e per i suoi obiettivi.

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Nell’ultimo anno abbiamo potuto raccogliere molte cose per le quali avevamo lavorato gli anni precedenti. I progetti di scambio interculturale al Villaggio Pestalozzi per bambini e nelle scuole svizzere hanno offerto a più di 2500 bambini e adolescenti un’esperienza unica e duratura.

Mi è rimasto particolarmente impresso l’European Youth Forum svoltosi a Trogen nel marzo scorso con 140 adolescenti di otto paesi europei, che per la prima volta è stato attuato insieme alla scuola cantonale di Trogen. Mi rallegra anche il fatto che nel 2017 abbiamo avuto occasione di festeggiare i 35 anni di riuscita attività internazionale della Fondazione in presenza di Manuel Sager, direttore della Direzione dello Sviluppo e della Cooperazione (DSC). Lo scorso anno, nei 12 paesi in cui opera la Fondazione sono stati avviati 17 nuovi progetti per migliorare la formazione dei bambini. Poiché la situazione è particolarmente precaria soprattutto nell’Africa meridionale, abbiamo cominciato a sviluppare nuovi progetti in un altro paese, il Mozambico.

I ricordi restano

I dieci anni della mia attività presso la Fondazione Villaggio Pestalozzi per bambini mi richiamano alla mente molti ricordi: momenti culminanti e successi, ma anche sfide. Mi sono rimasti impressi soprattutto i numerosi e straordinari incontri. Mi ha colpito un colloquio personale nel corso del quale un giovane di El Salvador mi ha raccontato le sue difficoltà quotidiane. Mi sono rimaste impresse anche le immagini di un’aula scolastica in Tanzania, dove sono stipati 200 bambini seduti su strette panche di legno.

Non dimenticherò nemmeno lo sguardo vuoto delle abitanti di un malandato villaggio indigeno del Laos, dove la globalizzazione ha lasciato tracce evidenti. Mi hanno spesso commosso anche i toccanti saluti tra bambini e adolescenti alla fine dei progetti settimanali o bisettimanali di scambio interculturale al Villaggio per bambini.

In tutti questi anni sono stato incoraggiato anche dall’impegno entusiasta dei collaboratori della Fondazione. Mi hanno fatto particolarmente piacere i numerosi stimolanti colloqui e i momenti in cui, improvvisamente, si sono trovate nuove soluzioni e sono nate idee costruttive. Mi hanno sempre affascinato il modo in cui vive e funziona un’organizzazione di questo tipo e il fatto che più di 130 collaboratori in Svizzera e all’estero riescano a impegnarsi con senso di responsabilità e grande generosità per i bambini e gli adolescenti.

Accettare le sfide

Mi fa pensare il fatto che negli ultimi anni sono tornati ad aumentare i conflitti armati, i pregiudizi, la discriminazione, il razzismo e il populismo politico. Anche la distruzione ambientale e il cambio climatico proseguono senza sosta. Dobbiamo stare a guardare senza agire? No, perché innumerevoli aneddoti e la valutazione sistematica dell’efficacia dei nostri progetti dimostrano che con il nostro impegno per una formazione ad ampio spettro e di buona qualità possiamo migliorare la situazione.

Il Villaggio Pestalozzi per bambini, un luogo d’incontro internazionale nel cuore dell’Europa, unico nel suo genere, contribuisce a ciò. Il Villaggio offre una formazione incomparabile per lo sviluppo olistico della personalità di bambini e adolescenti. Con i suoi oltre 30 progetti di formazione in 12 paesi del mondo, il Villaggio per bambini diffonde anche nelle quattro regioni del mondo la visione di una formazione ad ampio spettro.

Care lettrici e cari lettori, vi ringrazio di cuore per la fiducia e il sostegno che nel corso degli ultimi anni avete donato alla Fondazione Villaggio Pestalozzi per bambini e a me. Sono sicuro che anche la nuova direttrice o il nuovo direttore continueranno a motivarvi. Anche se mi accingo a cercare un nuovo orientamento, resterò legato al lavoro della Fondazione, perché essa persegue una visione che oggi va più che mai incoraggiata: creare un mondo più sostenibile e pacifico.

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