Così i bambini serbi, macedoni e svizzeri abbattono i pregiudizi

25.07.2017 - 11:10 | Christin Eugster

All’inizio di aprile 2017, al Villaggio Pestalozzi si è svolto l’incontro tra scolari svizzeri e bambini serbi e macedoni. Insieme hanno partecipato a un progetto di scambio interculturale. Durante le cinque giornate, i ragazzi, tutti coetanei, hanno avuto modo di conoscersi e imparare molte cose su altre culture. Erjon, Jana e Amanda, provenienti rispettivamente dalla Macedonia, dalla Serbia e dalla Svizzera, hanno partecipato allo scambio, che ha lasciato loro tanti bei ricordi e conoscenze preziose da portare a casa.

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«Che cosa pensate delle persone che vengono dalla Serbia o dalla Macedonia? », chiede Barbara Germann, conduttrice del workshop, agli scolari svizzeri. I bambini ci pensano a lungo, poi i primi rispondono. Un ragazzo esita, poi risponde: «Hanno quasi tutti i capelli scuri.» Germann annota alla lavagna tutte le risposte. Un numero crescente di bambini partecipa, e l’idea che gli scolari hanno dei serbi e dei macedoni si fa sempre più nitida. Non è molto lusinghiera. Alcuni concetti sono addirittura piuttosto scioccanti: qualche bambino associa alla popolazione della Serbia e della Macedonia aggettivi come «violento» e «armato». 

Le cose in comune uniscono

Il giorno dopo, la classe di Anes e Amanda, di Wattwil, incontra per la prima volta gli scolari macedoni e serbi. Si presentano a vicenda, in modo giocoso, e l’atmosfera di riserbo pian piano si fa più rilassata. Dopo questa fase dedicata alla conoscenza reciproca, ai due gruppi viene assegnato il primo compito: dapprima si formano gruppi misti che si mettono seduti in cerchio. A ciascun gruppo è consegnato un foglio, con l’incarico di annotare delle caratteristiche comuni all’interno del gruppo stesso. I bambini cominciano a parlare tra loro e sco- prono ben presto di avere molti interessi in comune: Erjon ha talmente tanti hobby da avere affinità con quasi tutti. Come Amanda, suona la chitarra; ama giocare a pallacanestro come Anes e ha la passione per il pianoforte, come Jana. Grazie ai comuni interessi scoperti, i bambini vanno subito più d’accordo e il ghiaccio è rotto. Il macedone Erjon è stupito di come i bambini serbi siano gentili con gli scolari macedoni. Si aspettava che la differenza di vedute politiche avrebbe causato tensioni. 

Svariate esperienze

Durante la settimana, i bambini trattano a fondo temi legati a razzismo, discriminazione, identità, lavoro di squadra e rispetto. Nel tempo libero, Anes e Erjon giocano volentieri a calcio, mentre Jana e Amanda preferiscono fare una passeggiata nel Villaggio. Alla sera, gli scolari si ritrovano al circolo giovanile del Villaggio per bambini. Qui i bambini, provenienti da tre diverse nazioni, passano il tempo insieme, divertendosi a fare una partita a ping-pong o a suonare insieme.
 

Verso il futuro con un atteggiamento più aperto
Alla fine della settimana, la scolaresca svizzera si riunisce per parlare dello scambio. Sono tutti d’accordo sul fatto di aver cambiato idea sui bambini serbi e macedoni: la maggior parte dei pregiudizi erano sbagliati, e i bambini serbi e macedoni sono quasi uguali a loro. In conclusione del progetto, tutte tra le nazioni si incontrano sul campo da calcio per salutarsi. Anes si fa fare un disegno sul suo zaino Pestalozzi da tutti i bambini che erano nel suo gruppo. Alla fine lo zaino è così colorato che non restano più spazi bianchi. 

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