Dalla progettazione alla messa in onda dal vivo

18.03.2016 - 08:23 | Christin Eugster

Ogni anno, più di 900 scolari svizzeri partecipano ai progetti radio della Fondazione Villaggio Pestalozzi. Inoltre, quasi 1500 ragazzi svizzeri e dell’estero prendono parte a uno scambio interculturale al Villaggio e alla fine approfondiscono in due giornate radiofoniche gli argomenti trattati sotto l’assistenza di Adrian Strazza, pedagogista dei progetti radiofonici, che nella nostra intervista spiega come si svolgono i progetti radio.

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Fondazione Villaggio Pestalozzi per bambini: Che cosa succede dalla progettazione all’attuazione del progetto radiofonico?
Adrian Strazza: Le scolaresche svizzere possono trasmettere direttamente dalla scuola, nell’autobus-radio, oppure venire a Trogen e realizzare la trasmissione nello studio radiofonico. La progettazione è quasi sempre la stessa: prima incontriamo gli insegnanti responsabili direttamente sul posto, nella loro scuola. Nella fase di preparazione che segue, bambini e giovani realizzano reportage, interviste e servizi. Successivamente comunichiamo a genitori, insegnanti, scolari e residenti gli orari e i canali per ascoltare powerup-radio. Così facendo coinvolgiamo anche l’ambiente dei partecipanti. Se il progetto si svolge a scuola, organizziamo anche un programma di contorno, per esempio un radio-caffè. Infine, per gli scolari giunge il momento di andare in onda dal vivo.

Fondazione Villaggio Pestalozzi per bambini: Quali sono gli argomenti trattati dai bambini e giovani nelle trasmissioni radiofoniche?
Adrian Strazza: Generalmente tutti quelli trattati anche nei corsi e workshop della Fondazione: diritti del fanciullo, discriminazione, emarginazione, coraggio civile. A questi si aggiungono altri argomenti scelti dai partecipanti.

«Il nostro obiettivo è far sì che i partecipanti applichino le cose imparate nella vita quotidiana.»

Adrian Strazza – Pedagogista dei progetti radiofonici

Fondazione Villaggio Pestalozzi per bambini: Quali sono gli obiettivi raggiunti dai progetti radio?
Adrian Strazza: Ci serviamo della radio per aiutare bambini e giovani a far sentire la propria voce, a partecipare attivamente alle discussioni ed esprimere liberamente la propria opinione. Così acquisiscono un rapporto più consapevole con i media, riflettono sui temi trattati e li approfondiscono. Il nostro obiettivo è far sì che i partecipanti applichino le cose imparate nella vita quotidiana: per esempio dicendo quello che pensano in situazioni critiche, alzando la voce contro la discriminazione o, al momento opportuno, difendendo chi è vittima di mobbing.

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