Otto simboli che prima non esistevano da nessuna parte: sulla Landsgemeindeplatz di Trogen, la mostra «i›we‹i – between two alphabets», inaugurata il 12 settembre 2026, mostra cosa nasce quando i giovani uniscono due alfabeti per creare un unico nuovo segno.
Avvio del progetto al Villaggio dei Bambini Pestalozzi: i giovani, divisi in coppie, siedono ai tavoli con le teste vicine. I 16 partecipanti, tutti con storie familiari legate alla migrazione, condividono le esigenze attuali o i desideri derivanti dalle rispettive realtà di vita. Cosa mi preoccupa? Cosa ci accomuna? Il loro compito: dovevano concordare un’unica frase che valesse per entrambi, nonostante le presunte differenze. Dal concetto centrale di questa frase è nato un monogramma, un nuovo carattere che fonde le iniziali di due alfabeti diversi.
Così, ad esempio, Salem e Tarek hanno combinato la T dell’alfabeto latino e di quello persiano-arabo per creare il messaggio «Essere presenti l’uno per l’altro ci rende una squadra». Allo stesso modo sono nati altri sette messaggi, tra cui «Essere coraggiosi e non mollare», «Mostrare rispetto per gli altri» e «Vivere la libertà e la pace»; frasi che i giovani hanno formulato attingendo alle proprie esperienze e speranze.
Una giornata radiofonica davanti al grande palco
Già prima dell’inaugurazione ufficiale, i giovani hanno preparato la propria trasmissione con il sostegno dei formatori di powerup_radio: hanno imparato a condurre una trasmissione, a realizzare interviste con i visitatori e a tenere un breve discorso. Per poi andare in onda in diretta durante l’inaugurazione della mostra: powerup_radio ha trasmesso direttamente dalla Landsgemeindeplatz, con la presentazione del progetto, interviste al pubblico e contributi realizzati dagli stessi giovani.
All’inaugurazione, inoltre, la consigliera comunale Elisabeth Eugster ha dato il benvenuto ai presenti e ha sottolineato l’importanza del progetto. Successivamente, i giovani hanno presentato personalmente i propri manifesti e le proprie riflessioni. Layan: «Vedere i nostri manifesti in una piazza così importante è davvero fantastico!» Tarek: «Sì, mi rende orgoglioso che i nostri monogrammi e i nostri messaggi siano ora visibili a così tante persone.»
Un luogo ricco di storia
Il fatto che i giovani espongano i loro messaggi proprio sulla piazza della Landsgemeinde non è un caso. Fino al 1977, la popolazione di Appenzello Esterno si riuniva qui ogni anno in occasione della Landsgemeinde per trovare insieme delle soluzioni e trattarsi con rispetto reciproco. Anche la storia del Villaggio dei bambini Pestalozzi, fondato nel 1946 a pochi passi dalla piazza della Landsgemeinde, si inserisce in questa tradizione: bambini provenienti da paesi che fino a poco tempo prima erano nemici si sono cresciuti qui insieme – non cancellando le loro origini, ma lasciandole visibili. È proprio questo principio che riprende il titolo del progetto «i-we-i – Io-Noi-Io»: la propria identità viene preservata, mentre contemporaneamente nasce un «noi».
Successivamente, il progetto proseguirà: è prevista una tournée in tutta la Svizzera, affinché un numero ancora maggiore di persone possa vedere i messaggi dei giovani.