Comunicazione interculturale
Damian Zimmermann
Progetti Svizzera

«Il dialogo interculturale è nel nostro DNA»

Dodici anni fa, il Villaggio Pestalozzi ha chiuso la sua ultima residenza. Da allora, nessun bambino o adolescente vive più stabilmente a Trogen. Ciononostante, il Villaggio Pestalozzi rimane tuttora un luogo importante per l’attività educativa, in cui si incontrano giovani provenienti da tutto il mondo. Damian Zimmermann, Direttore dell’Istruzione e membro della direzione aziendale, illustra lo sviluppo del lavoro del Villaggio per bambini negli ultimi anni e i suoi punti chiave.

I progetti che realizziamo oggi vantano una lunga tradizione. Molti esistono già dagli anni '90. Già allora le classi scolastiche venivano da noi per imparare al di fuori delle normali ore di lezione. Con la fine della residenza permanente, abbiamo potenziato questi programmi esistenti e concentrato le risorse in modo mirato sulle offerte formative. 

«I diritti dei bambini, l’educazione interculturale e la partecipazione attiva dei bambini e dei giovani sono al centro di tutto questo.»

Damian Zimmermann, responsabile della formazione

Lo sviluppo dei nostri programmi educativi si basa sempre sulle esigenze dei bambini, dei giovani e delle scuole. Durante le settimane dedicate a progetti tematici, gli studenti affrontano tematiche sociali fondamentali, riflettono sui propri punti di vista e sviluppano competenze operative. 

Nei progetti di educazione ai media insegniamo a utilizzare i media in modo consapevole e rafforziamo la capacità di dare un senso al flusso quotidiano di informazioni. I programmi di scambio internazionale, dal canto loro, riuniscono giovani provenienti da diversi paesi e promuovono la comprensione interculturale nei confronti di realtà diverse.

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Grazie all’aumento delle risorse, non solo siamo riusciti a realizzare un maggior numero di progetti, ma anche a raggiungere un numero maggiore di bambini e adolescenti. All’inizio del millennio si sono aggiunti i progetti mobili: grazie agli “autobus radio” della nostra emittente interna powerup_radio, i progetti possono essere realizzati direttamente nelle scuole, consentendoci di raggiungere le persone in tutta la Svizzera in modo ancora più diretto. 

Allo stesso tempo, i media digitali esercitano un’influenza sempre maggiore: abbiamo quindi intensificato il nostro lavoro nell’ambito dell’educazione ai media, per aiutare bambini e adolescenti a valutare criticamente i contenuti e a integrare i media in modo costruttivo nella loro vita.»

«La comprensione interculturale è profondamente radicata nel nostro DNA.»

Damian Zimmermann, responsabile della formazione
Jugendarbeit Heiden Trogen Wald Rehetobel

Il cambiamento è iniziato con la strategia volta ad armonizzare i contenuti dei nostri programmi e a sviluppare offerte formative mirate. La comprensione interculturale è profondamente radicata nel nostro DNA. Aiuta i giovani a comprendere se stessi e le altre culture. 

L’apprendimento globale integra questo approccio, consentendo a bambini e adolescenti di riflettere in modo critico su tematiche globali e di riconoscere il proprio ruolo in un mondo interconnesso. L’educazione alla democrazia, invece, è un campo relativamente nuovo che abbiamo sviluppato in modo mirato negli ultimi anni. 

L’obiettivo è che gli adolescenti conoscano i propri diritti, facciano sentire la propria voce e partecipino attivamente ai processi sociali. Tutti questi ambiti mirano a fornire ai giovani gli strumenti per agire in modo responsabile e con consapevolezza in un mondo complesso.»

Damian Zimmermann

I giovani crescono in un’epoca caratterizzata dall’incertezza e da rapidi cambiamenti. Ogni giorno si trovano di fronte a una marea di informazioni, prospettive diverse e sviluppi globali. 

I diritti dei bambini offrono loro orientamento e sicurezza, l’alfabetizzazione mediatica li aiuta a dare un senso a questa marea di informazioni e l’educazione interculturale favorisce la comprensione delle diverse realtà di vita. 

In questo modo imparano a sviluppare i propri punti di vista, a tenere conto di altre prospettive e ad assumersi responsabilità nella convivenza – competenze essenziali per una società democratica.

«Molti ex partecipanti raccontano, anche a distanza di anni, che le esperienze vissute al Villaggio dei Bambini sono state determinanti per la loro vita.»

Damian Zimmermann, responsabile della formazione
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Misurare i risultati dell’istruzione in tutte le sue sfaccettature rappresenta una grande sfida. L’impatto dei nostri progetti si manifesta tuttavia a diversi livelli. 

Dal punto di vista qualitativo, i riscontri forniti da insegnanti, accompagnatori e dagli stessi giovani sono illuminanti: da noi i bambini si sentono valorizzati, sviluppano atteggiamenti propri e partecipano attivamente alla vita scolastica e comunitaria. Dal punto di vista quantitativo, rileviamo questi effetti attraverso sondaggi al termine dei progetti, questionari di feedback e studi a lungo termine.

Ciò che sentiamo ripetere spesso è che i bambini si sono sentiti particolarmente valorizzati e rafforzati grazie a noi. Non solo per il loro percorso formativo o professionale, ma anche perché mettono attivamente in pratica le competenze acquisite nel villaggio dei bambini nell’impegno sociale e nel loro ambiente.

Profil: Damian Zimmermann

«Che si tratti di rafforzare i diritti dei bambini, la comprensione interculturale o la partecipazione democratica: vogliamo dare ai giovani gli strumenti per partecipare attivamente alla società e assumersi la responsabilità di un futuro pacifico.»

Damian Zimmermann, responsabile della formazione

Rispondiamo agli sviluppi sociali e ai cambiamenti tecnologici. Oltre alle classi scolastiche e ai progetti sul territorio, offriamo formati digitali come digitalstreetwork.ch, un progetto pilota unico in Svizzera nel campo del lavoro giovanile digitale. 

Anche la formazione degli adulti sta acquisendo sempre più importanza per noi: coinvolgiamo docenti, assistenti sociali e organizzazioni per promuovere processi di apprendimento sostenibili.

Tutti i nostri progetti educativi si ispirano alla visione di Corti: un mondo pacifico, solidale e sostenibile.

Allo stesso tempo, l’approccio di Corti è sempre legato all’idea che adulti impegnati e reti affidabili sostengano questa visione. Già nel 1946, quando nacque il Villaggio dei Bambini, i collaboratori erano fortemente interconnessi e fornivano sostegno sia professionale che visionario. 

Questa dimensione – un forte accompagnamento da parte degli adulti e una rete solida – rimane centrale ancora oggi e viene portata avanti e rafforzata attraverso progetti educativi come il Peace Education and Empowerment Summit.

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